C'è
sempre un prima e un
dopo. Prima e dopo la morte di qualcuno che amiamo. Succede
così, può arrivare la notizia, con una telefonata
o
tramite
terza persona, possiamo essere presenti al decesso o esserne informati
da altri..ma da quel momento tutto cambia, noi cambiamo. Quel preciso
momento tornerà nella nostra memoria. si
ripresenterà
decine di volte alla nostra mente per essere riassimilato, per
torturarci, per costringerci ad accettarlo. Tornerà a
toglierci il sonno la notte i primi tempi e ogni anno in cui rivivremo
quella data sul calendario e ogni volta che una situazione, un
profumo, un rumore, un episodio ci costringerà nostro
malgrado
a
riavvolgere il nastro e a rivivere quei momenti.
Da
quel preciso istante ognuno di noi inizia a compiere il suo percorso
all'inizio senza rendersene conto, frastornato dagli eventi, dalle
persone, dalle cose necessarie da affrontare..Chissà se sono
benedette o maledette quelle prime cose che siamo obbligati a vivere.
Chiunque abbia vissuto un'esperienza così forte e dolorosa
potrà confermare che il giorno del funerale e quelli
immediatamente successivi si vivono spesso in una specie di
trance.Sembra che a parlare sia un'altra persona e non noi, ci stupiamo
di essere stati in grado di respirare..Guardandoci
indietro ci rendiamo conto di aver percorso chilometri, di aver stretto
mani, di aver abbracciato parenti ma di non saper spiegare come abbiamo
fatto.
Altre
cose invece ci colpiscono in maniera esagerata, ricordiamo
perfettamente le parole di qualcuno che ci ha consolato, ci resta nel
cuore una frase o un gesto inaspettato.Bisogna lasciarsi andare piano
piano, se si ha voglia di mangiare o se non si desidera farlo, se si
vuole piangere a tutte le ore o se la gola resta bloccata e la mente
chiede solo silenzio bisogna cercare di ottenerlo.
Assecondare
il nostro istinto, scegliere quello che ci fa stare meno
male, che ci dà un minimo di sollievo..ognuno di noi
può
trovare un balsamo per lenire un poco la ferita.
Ci
sono persone che reagiscono malamente, che rifiutano di vivere, che
iniziano a farsi del male, a bere, a non curarsi e sono le
più
bisognose di comprensione perché hanno perso la strada e
sono
smarrite non riescono a trovare la forza in niente e in nessuno.
In un
bellissimo film Tom Hanks parlando dei giorni successivi alla morte
della moglie dice "i primi giorni dovevo ricordare a me stesso di
scendere dal letto e di mettere una gamba davanti all'altra per poter
camminare" chi l'ha provato sa bene cosa vuol dire questa frase, niente
sembra avere più lo stesso significato.
Si
cambia, le cose intorno a noi cambiano, siamo noi che dobbiamo cercare
di trasformare questo immenso dolore per essere
migliori, perché
la ferita ci renda più sensibili e quindi più
ricettivi
alle sensazioni della vita anche a quelle positive.
Il
percorso che si deve affrontare è lungo e
tortuoso, bisogna
ritrovare l'energia di vivere una vita "normale" tornare a lavorare, a
parlare con le persone e all'inizio tutto questo sembra incredibile.
Chi
di noi non si è domandato COME PUò IL MONDO
ANDARE AVANTI
LO STESSO QUANDO LUI/LEI NON C'è PIù...ASSURDO.
Tutto
sembra assurdo.Irreale.Eppure si ricomincia, una gamba davanti
all'altra e si ricomincia.
Tutto
il primo anno di lutto sembra assurdo e irreale. Consiglio a
chiunque sia colpito da questo argomento la lettura di "l'anno del
pensiero magico di Joan Didion" descrive perfettamente le sensazioni
che si provano ogni giorno del primo anno.
Devono
passare le feste, i reciproci compleanni, anniversari e ognuna di
queste giornate è un colpo al proprio cuore, è
una
tortura, sono i giorni in cui la marea del dolore sale e ci rende
impossibile respirare. Può capitare come alla scrittrice su
citata di pensare che il nostro amato possa tornare se ci comportiamo
in un certo modo, se portiamo a termine una certa questione, lo so
sembra
assurdo anche dirlo ma vi posso assicurare che succede.
Il momento
peggiore è quando ci si rende conto che nonostante la
missione
che ci siamo prefissi il nostro amato non può tornare
indietro.
La
delusione non si può descrivere, arriva la consapevolezza
di doverlo lasciar andare.............
Quante
volte ci siamo detti che se amiamo qualcuno e ne teniamo il
ricordo vivo in noi questo qualcuno non morirà mai..Ma
quante
altre ci è sembrato troppo poco per poterci bastare
perché abbiamo desiderio di essere riabbracciati, di sentire
la
sua voce, di riaverlo con noi.
Ci
sono giorni in cui si sentono fortemente i segni della presenza del
nostro amato accanto a noi, della sua protezione, del suo amore che
sappiamo ci guiderà nella vita e altri in cui soffriamo
terribilmente perché lo sentiamo lontano abbiamo paura di
perderlo del tutto e allora aspettiamo in silenzio il momento in cui
tornerà un po' di pace e potremmo risentire le nostre anime
riavvicinarsi. |