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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da Monica Caprari Monica Caprari 3 ore, 18 minuti fa.

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  • #415
    JBo
    JBo
    Partecipante

    La stanza che amo di più è quella in cui soggiorno più spesso e più volentieri. E’ un grande soggiorno nella casa della mia infanzia e giovinezza, con doppia esposizione. Ha una grande finestra a quattro ante che (purtroppo) dà a nord, ma su un giardino curato, e una finestra a due ante che dà a sud. Sul davanzale al centro della finestra grande svetta rigogliosa una pianta avuta in eredità da mia mamma che sopravvive ormai da più di 14 anni nonostante le mie non troppo assidue cure.
    Il pavimento in parquet biondo, i soffitti alti e le proporzioni generose donano a questo ambiente un’aria signorile che mi fa sognare di essere una gran dama.
    Un tempo era arredato con mobili di palissandro nero e tappeti grigi, ma da quando sono subentrata io regna il legno biondo e il bianco, in attesa di dipingere le pareti con colori vivaci.
    Ogni qualche mese mi piace spostare i mobili, perché mi solletica l’idea di una nuova prospettiva. Non ho ancora esaurito tutte le disposizioni possibili e questo mi galvanizza. Per questa mia predilezione, i miei mobili devono essere modulari e facilmente spostabili. Ovviamente sono tutti dotati di feltrini, per farli scorrere sul pavimento con facilità.
    Anche il cavo dell’antenna, recentemente sostituito dall’antennista, è stato pensato per poter raggiungere l’angolo opposto della stanza, in previsione di disposizioni alternative.
    Il bello di questa stanza è che posso soggiornarvi svolgendo una moltitudine di attività: qui cucio alla macchina da cucire, vicino alla finestra così posso godere della luce naturale, ma anche osservare quello che avviene nella via. Qui qualche volta mi dedico agli studi e alla preparazione delle lezioni:, latino, portoghese, inglese, al grande tavolo di legno accostato sotto alla finestra grande.
    I due divani da 3 posti sono previsti per alloggiare me e le mie due “ragazze”, ma quasi sempre mi ritrovo a leggere su un divano felinamente sovraffollato.
    Il divano funge anche da letto, poiché si trova nella parte di casa riscaldata.
    Inizialmente pensato come “sala della musica”, il soggiorno ospita un pianoforte verticale, due arpe celtiche, una chitarra e un flauto. Ormai uso questi strumenti saltuariamente, ma è sempre una gioia quando con gli amici si può fare musica insieme.
    Qui mi piacerebbe anche avere un piccolo tavolino rotondo con due sedie da adibire ad angolo degli scacchi, una mia passione ancora non sufficientemente perseguita. Chissà, se avessi il tavolino in bella mostra, forse troverei anche dei giocatori volenterosi…

    #457
    Oldgamine
    Oldgamine
    Partecipante

    Buongiorno Jessica,
    ho letto più volte il tuo racconto e mi é piaciuto molto. Anche per te ho accusato una “strizzetta di invidia buona” (se così posso dire) per un paio di motivi. Il primo é “materiale” riguarda gli strumenti musicali, che arredano il tuo salotto, dal momento che amo la musica perché sa portarmi via la fatica dei giorni e la polvere del tempo. Il secondo é l’avermi riportato alla mente l’elenco dei “10 passi per il cammino della felicità” la cui prima regola (e me ne ero completamente scordata!) consiste nel “CAMBIATE DI POSTO AD ALMENO DUE MOBILI ALL’ANNO” e, – ed come tu sostieni! – otterrete una nuova prospettiva. Brava.

    #460
    Monica Caprari
    Monica Caprari
    Partecipante

    Mi prenoto per un te’ Brava Jessica. Penso che questo nostro laboratorio ci stia arricchendo di ciò che nessuno potrà più portarci via.

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