Chi siamo Forum I SOGNI NEL CASSETTO FANNO LA MUFFA La bambina e i suoi sogni

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    JBoJBo
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    Aveva sei anni la bambina quando le regalarono il suo primo kit da infermiera. Era un carrello di plastica (si era in pieni anni 1970!) con due ripiani color verde-sala-operatoria.
    La bambina comunicò ai genitori che da grande avrebbe fatto l’infermiera, “l’infermiera per i neonati” per essere precisi. “L’ostetrica” la corressero i genitori. “Sì, sì. O anche per i bambini piccoli”. “La pediatra”, tradussero i genitori.
    Poi la bambina scoprì che, per diventare pediatra, doveva studiare:
    – 5 anni di scuola elementare
    – 3 anni di scuola media
    – 5 anni di scuola superiore
    – 6 anni di università
    – un numero imprecisato di anni di scuola di specializzazione
    Troppi. Decise che avrebbe scelto un altro lavoro.
    I bambini però li voleva. Quindi decise che ne avrebbe avuto uno suo e uno lo avrebbe adottato, per equità, perché c’erano tanti bambini nel mondo senza una mamma e un papà e lei voleva fare la sua parte per migliorare la situazione, perché quello le avevano insegnato e quello aveva già capito che era una cosa giusta e buona.
    Andò che non ebbe figli, né suoi, né adottati.
    Andò che, dopo la scuola superiore, studiò 5 anni in una scuola parauniversitaria che non rilasciava nemmeno la laurea. Non contenta, studiò altri 5 anni in un’altra scuola parauniversitaria di tutt’altro indirizzo.
    Non aveva realizzato il suo sogno di pediatra, né di madre, però nel frattempo aveva coltivato le sue passioni: le lingue e le piante, e aveva imparato una quantità di altre cose, aveva vissuto molti anni all’estero, aveva scoperto l’eccitante dimensione energetica dell’esistenza che apre a un mondo dagli orizzonti molto più vasti di quelli materiali.

    Nel suo cassetto ci sono ancora tanti sogni, che conserva per la pensione, o per quando la vita le offrirà il momento buono: avere un pollaio,adottare un cane, coltivare un orto, creare un piccolo giardino dei semplici, dedicarsi all’arte figurativa, pubblicare qualcosa col suo nome che rimanga oltre la sua morte, come la tovaglia di lino ricamata dalla mamma.
    In questo percorso ha deciso di circondarsi solo di cose utili o che lei ritiene belle, come consigliava William Morris, il fondatore dell’Arts and Crafts Movement in Inghilterra nel 1848, ma ha ancora difficoltà a liberarsi del superfluo.

    • Questo topic è stato modificato 4 mesi, 2 settimane fa da JBoJBo.
    #1226
    OldgamineOldgamine
    Moderatore

    Porta più beneficio leggere il racconto di una persona intelligente e vissuta che non leggere un libro.

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