Chi siamo Forum LE GALLINE PENSIEROSE di Luigi Malerba Le galline pensierose

Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Oldgamine Oldgamine 3 mesi, 1 settimana fa.

Stai vedendo 2 articoli - dal 1 a 2 (di 2 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #468
    Avatar
    Elisa Bellini
    Partecipante

    “ Una gallina umbra era convinta di avere un profilo etrusco. Teneva sempre la testa voltata da una parte perché tutti potessero ammirare il suo profilo. Finì per prendersi un torcicollo così forte che la testa le rimase voltata di traverso fino al giorno in cui cadde in un tombino e si ruppe una zampa. Dopo la caduta le si raddrizzò la testa, ma restò zoppa”.

    Leggendo la breve storiella su una gallina presuntuosa e vanitosa, come quella a me riservata, mi viene subito in mente Esopo che abilmente si serviva di animali per arrivare ad una morale di valore universale. Con un volo “pindarico” nel mio passato, mi torna alla memoria un episodio tragicomico accaduto quando ero una bimbetta. Abitavo allora nella casa di campagna dei miei genitori, circondata da ampi spazi verdi che emanavano i loro stagionali, indimenticabili odori. Come tutte le case di campagna era quasi doveroso e necessario, per il fabbisogno familiare, allevare galline, anatre , oche e altri tipi di animali. I pulcini e gli anatroccoli poi erano piccole creature implumi, batuffoli morbidi e gialli, che mi allietavano al loro arrivo. Per mia madre, però, ricominciava il suo periodico impegno: accudire, nutrire e far crescere questi pennuti. Lei, col passare dei giorni, si affezionava a loro instaurando una reciproca intesa: li chiamava con un nome proprio a cui sembravano rispondere con gratitudine. Mi piace qui soffermarmi su mia madre, una cara e sensibile persona che con l’ambiente contadino non aveva mai avuto a che fare prima del matrimonio. Quando incontrò mio padre, lei rimase affascinata dal suo portamento elegante, dai suoi modi di fare dolci e gentili e dai suoi profondi occhi verdi. Così si innamorarono, si sposarono ed ebbero tre figli. La vita di mia madre cambiò radicalmente e a poco a poco imparò a flettersi alle esigenze e abitudini di un ambiente contadino. Fece tutto ciò con ammirevole volontà, dedizione ed intelligenza. Compito speciale che spettava a tutte le donne del vicinato era anche quello di accudire un ricco pollaio Ogni volta che si avvicinava il Natale bisognava pensare al pranzo per le tanto attese festività. Naturalmente le prime vittime di questi movimentati preparativi erano gli animali del pollaio: galline, anatre mute, oche ecc. In quei momenti però mia madre veniva presa da forti sentimenti d’angoscia e rimorso, in contraddizione l’uno con l’altro: l’angoscia di dover sopprimere animali a cui si era affezionata, rimorso perché queste care bestiole erano necessarie per il nutrimento della famiglia e utili per rallegrare un po’ un pranzo speciale. Ogni anno era però sempre più difficile per lei dare l’ok alle esecuzioni pre- natalizie. Quella volta successe un fatto tragicomico. Il Natale si stava avvicinando a grandi passi ma mia madre tentennava sempre di più. Entrava nel pollaio abbastanza determinata per dare il via alla scelta delle galline più “degne” ma poi ne usciva a mani vuote. Mio padre che ben conosceva l’animo di mia madre, la esortava con argomenti convincenti che la cosa più giusta da fare era quella di sopprimere almeno qualche animale, proprio quel tanto necessario per la famiglia, e poi per il resto c’era ancora tempo. Così mia madre si ripromise che il giorno successivo avrebbe scelto l’animale da sacrificare. Così fece , si recò nel pollaio e con grande sgomento, non trovò nessuna gallina ad accoglierla. La porta del recinto era lievemente scostata e visibilmente qua e là si intravvedevano tante piume sparse per terra… evidentemente prima di lei erano passati loschi personaggi detti “ ladri di pollai” che con pochi scrupoli avevano portato via tutti i pennuti. Mio padre dovette usare molta pazienza per tranquillizzare mia madre e per non farla sentire in colpa e ridicolizzata da un branco di cialtroni. Quell’anno, ricordo, il Natale fu una festività speciale: la nostra tavola non era certo imbandita come sempre dai nostri cari animali, era sicuramente più modesta… ma comunque sufficiente per tutti noi.

    #489
    Oldgamine
    Oldgamine
    Partecipante

    Elisa,
    il garbo e la dolcezza del tuo racconto mi hanno colpita teneramente.Il sapore dei tuoi ricordi é molto simile a quello dei miei.

Stai vedendo 2 articoli - dal 1 a 2 (di 2 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.