Chi siamo Forum Giochiamo con gli incipit Millenovecento..85

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    Gabriella Pagani
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    “Era una fresca limpida giornata d’aprile e gli orologi segnavano l’una.Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non esporlo al rigore del vento,scivolo’lento fra i battenti di vetro dell’ingresso agli Appartamenti della Vittoria,ma non tanto lesto da impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui.”

    L’uomo,concierge dell’albergo “Appartamenti della Vittoria “iniziava a quell’ora il suo turno di lavoro che divideva per un po’ con il collega Jerome, più anziano di lui,a cui spettava sempre il primo turno.
    Era un quarantenne di bell’aspetto,dai modi gentili e concilianti e nella sua divisa nera,bordata di rosso ai polsini e al colletto e dai bottoni dorati, non lasciava indifferenti le ospiti dell’albergo,anzi qualcuna aveva cercato più volte un contatto con lui.
    Winston aveva sempre declinato gli inviti:voleva mantenere il suo lavoro e la sua libertà.
    Jerome,quasi prossimo alla pensione,era il suo capo e in qualità di superiore si sentiva in dovere di dargli indicazioni su come svolgere alcune mansioni,anche se non era necessario.
    Quella mattina di aprile,insieme a Winston, entrarono nell’albergo migliaia di particelle di sabbia e polvere e si trovarono a volteggiare nell’ingresso del più fascinoso luogo di Deauville.
    I granelli di sabbia,più pesanti,non fecero molta strada,piroettarono un po’ nella hall e si divertirono a conoscere le persone dalla forma delle loro scarpe e dell’intensita’ della loro andatura,cadendo poi subito al suolo.Individuarono mademoiselle Joelle,saltellante e leggera nelle sue ballerine,monsieur Ferreol,voluminoso e possente nel mocassino datato,madame Dubois che ondeggiava precaria nelle sue décolleté,tacco dieci.
    Le particelle di polvere,più leggere,salirono ai piani alti degli Appartamenti della Vittoria, in particolare due di loro,Julie e Annabelle,si trovarono subito al primo piano.
    -Vieni, entriamo qui -disse Julie. -Camera 108.
    Passate dalla serratura si trovarono in una stanza color verde prato con un grande letto dalla testiera liberty decorata con fiori di campo gialli e violetti. Il letto era vuoto e una voce squillante arrivava dal bagno:qualcuno stava ripetendo,ad alta voce,delle parole.
    Julie si diede una spinta e si trovò nella sala da toilette.
    Lì vide una donna: era Marie,un’attrice di teatro che ripeteva con enfasi la parte finale del suo spettacolo mentre si pettinava gli ondulati e foltissimi capelli rossi.
    Annabelle, particella di polvere meno intraprendente di Julie,intanto si era riposata sul comodino,in attesa di ripartire,quando ad un tratto si aprì la porta della stanza ed entrò un uomo.
    Era l’impresario di Marie,arrivato a prelevare l’attrice per la prova della pièce serale.
    Il movimento della porta sollevò Annabelle e mosse Julie cosicché entrambe si trovarono nel corridoio dove un ascensore si spalanco’ per far scendere alcuni ospiti dell’albergo.
    Loro entrarono e salirono con il resto dei clienti al quarto piano.
    Quando la porta dell’ascensore si aprì di nuovo uscirono bruscamente:una corrente d’aria le travolse e le scaravento’ nella camera 402.
    Qui ritrovarono monsieur Ferreol che russava paurosamente durante il suo pisolino pomeridiano.
    Quello però che le spavento di più erano i lamenti che arrivavano dalla camera vicina.
    Francoise,giovane stilista parigina,in viaggio con Pierre suo marito,fotografo di moda,verso il sud della Francia,aveva rotto le acque e iniziato il suo travaglio.
    Dopo un tempo che ad Annabelle e Julie,appoggiate entrambe alla parete comunicante con la stanza dei due giovani,sembrò eterno,sentirono un pianto di neonato.Era nata Amelie.
    Solo allora si lasciarono cadere felici nei mocassini di monsieur Ferreol.
    Era il dieci aprile . Camera 401.
    Simmetrie impreviste della vita.

    Gabriella

    (cit.”Era una fresca………….entrasse con lui ” da 1984 di George Orwell)

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