Chi siamo Forum CARO AMICO TI SCRIVO… Un amore sospeso

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da Avatar Benedetta Murachelli 4 mesi, 2 settimane fa.

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    Benedetta Murachelli
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    Qui, davanti a questa finestra che ormai è tutto il mio sguardo sul mondo: una strada, una riva, un prato, una quercia un po’ malata e due betulle che, laggiù sullo sfondo, lanciano la loro corteccia bianca e una chioma di foglie brillanti contro il cielo sbiancato dalle luci del primo crepuscolo.
    Scorre il filo nel piccolo uncino del cloché e penso. Nel cesto dei lavori sul tavolino davanti a me, ho raccolto le tue lettere e le mie lettere a te, domande e risposte che entrano ed escono da fantasie giocose come ricami di vita, trame casuali, parole affiorate dal fondo di insorgenti nostalgie. Non ci incontrammo mai. Viaggiammo sull’alfabeto generoso di verità e finzioni, parole e punteggiature per surrogare desideri da sempre repressi giù, giù nel doppio fondo di un costume severo, mascherato come il carnevale.
    Immergo nel paniere tra i fogli le mie dita, con cautela leggo le date, le scarto per non farmi male, scelgo alcuni pezzi.

    21 settembre
    Prezioso amico mio, è sera , il tempo è grigio, le montagne maliziosamente nascoste, il camino acceso, la penombra suggerisce parole calde, crepitanti che cadono su una pagina bianca.Ti vorrei qui con me così come ti penso in questo momento: silenzioso nell’intesa, comprensivo, disponibile spadaccino di schemi e pudori…

    14 ottobre
    Amica mia, sono scosso dalla tua lunga lettera, anch’io ho un camino non l’accendevo mai, ora lo accendo tutte le sere come se rispondessi a un appuntamento.Ti leggo, ti leggo e ti scrivo… catene di parole, passione che questa pagina anemica non ti potrà trasmettere….

    24 ottobre
    Curioso amico mio, dici di fare lunghe passeggiate senza trovare i colori della tua Italia… Io non ci sono stata mai in Germania. Ora ti trattengo un po’ qui all’ombra, è quasi mezzogiorno e c’è un bel sole caldo . Mi srotolo su una sedia a sdraio e ascolto il mio respiro, sovrano e padrone nelle pazienti attese del mio corpo… Tu che fai a quest’ora, cerco di indovinare: un aperitivo con gli amici? Una passeggiatina per distrarre l’appetito o da scapolo solo qual sei, afferri il tegamino per le uova o guardi sconsolato l’etichetta di una carne in scatola. Dici che non ti piace cucinare per uno che mangia solo…io adoro i panini.. e mi piace anche cucinare. Ho tanti amici e insieme facciamo scorpacciate d cibo e buon umore..tutto questo per farti invidia…

    14 Dicembre
    Scusa dolcissima se sono in ritardo, ho avuto qualche malessere, roba da poco. Di che legna brucio? Io non so rispondere a questa domanda con esattezza, sai io coltivo scienze esatte, ma se devo immaginare, io brucio di arbusti secchi, ardono in fretta ma se ne trovano dappertutto…Scherzo, senza metafore, tu colmi gli spazi che io ho chiuso tra parentesi di filo spinato… Ora tu fai cadere tutte le barriere della mia controriforma e dai corpo a immaginazioni che scaldano il cuore…

    Una per tutto gennaio
    Proprio così, ti scrivo una volta sola, ho consumato con il natale il dolce della mia tenerezza, se lo sono preso tutto i parenti e il camino da qualche giorno non tira più… Solleva tu il vento! che trovi i corridoi dei fumi e soffi pensieri e baci arrabbiati oltre i passi e le cime delle Alpi come un esotico, tenace, sorpreso elefante…(questa immagine ha a che fare con Annibale, non so che c’entra ma mi piace)… Amami un po’ prima di dormire..

    Una lettera al giorno
    Questo è il mio proposito, ti manderò una lettera al giorno e tu ti stancherai… ma non sgridarmi più ti prego. Oggi io riempirò la mia lettera con il mio nome Giorgio….Giorgio…Giorgio, duecento volte Giorgio e per duecento volte ti bacio…

    5 Marzo
    Prezioso amico mio, torno alla normalità perché ho paura che tu superi la mia fantasia, mi ami?…
    Darmstadt, 18 Marzo
    Anche qui a Darmstadt è quasi primavera. Sì, io ti amo come l’acqua o come questo cielo che oggi è quasi azzurro, amo le tue lettere, la tua passione, l’ombra del tuo corpo che cerco invano di accoppiare alla mia semisfera che scapicolla senza peso oltre l’atmosfera…. Amo queste lettere che sembrano un romanzo, chi dice che per scrivere bisogna essere scrittori? Basta essere innamorati della vita, quella che mi hai riportato, bella interessante e luminosa, tu, davanti, sopra le mie depressioni, le mie malinconie, i miei sensi di sconfitta. Mi stupisco di ciò che scrivo, sono un uomo che si confessa e non conosco il viso del mio confessore. Ma non ne sono più curioso, io sono malato e tu mi basti e basti alla mia malinconia e alla mia paura….Per qualche giorno non potrò scriverti, non stare in pena, va tutto bene…

    23 Marzo
    Ecco questo è il tuo confessore, paffutella ma così sono. Mi sono un po’ bucherellata, ahimè troppo esposta, troppo vicina alla grata, troppo intenso lo scambio, troppo crudele la penitenza. Noi siamo fatti di sogni e ci appaghiamo con i sogni perché lo scopo ci fa paura. Giochiamo sempre pensando che il tempo ci porterà la conclusione, soppesata tra quello che avremmo voluto e quello che non avremmo fatto, praticamente l’illusione dell’eternità, di un tempo sempre a nostra disposizione, l’errore di vita che ci cauterizza dalla morte…
    Appena puoi scrivimi, la filosofia non corrode la mia tenerezza. Ti abbraccio

    D‘aprile
    tutto rinasce, io STO BENE e voglio, dico voglio, incontrarti. Salvo imprevisti, verrò a Milano da parenti, alla fine di maggio. Non potrai trovare scuse. Siederemo in qualche ristorantino e mangeremo risotto giallo, giallo come la gelosia perché io e non so perché, un po’ geloso lo sono. Parleremo e rideremo e ci stupiremo ragionando di pagine bianche che hanno cercato anime sbarazzine. Anch’io ti mando una foto, sono vestito di bianco ma avevo fatto da tempo la prima comunione. Se ti va stringimi con mani grandi e calde…

    E fu l’ultima lettera. Non volli sapere perché, meglio che anche la morte, se ne fu la causa, restasse sospesa come le nostre parole.
    La mia stanza ormai è buia e la finestra ritaglia solo ombre.
    Io ripongo le lettere nel cesto e mi avvio verso l’interruttore della luce, aggrappata al girello di cui la ASL mi ha giudicato meritevole.

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