Chi siamo Forum Giochiamo con gli incipit Ventimila leghe sotto i mari, di Jules Verne

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    Fiordipesco
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      «A segnare in maniera indimenticabile l’anno 1866 fu un evento strano, un fenomeno inspiegato e inspiegabile. Per non parlare delle voci che agitavano le popolazioni dei porti che sovreccitavano l’animo del pubblico della città dell’interno, fu la gente di mare ad essere particolarmente preoccupata. Mercanti, armatori, capitani di navi e piroscafi, comandanti dell’Europa e dell’America, ufficiali delle marine militari di tutti i Paesi, e infine i governi dei vari stati dei due continenti, si preoccuparono di questo fatto con la massima considerazione.

      Tutti i pesci che popolavano le acque al largo della città di X erano spariti. Non morti, migrati, mangiati, letteralmente scomparsi.
      I pescatori tornavano a casa con le reti piene di rifiuti, vuote di pescato.
      I ristoranti non sapevano cosa cucinare per i loro clienti.
      Le madri non sapevano con cosa insaporire il povero brodo di verdure e pane secco per i loro figli.
      I gabbiani si appostavano impazienti vicino alle trattorie all’aperto, pronti a rubare il pasto degli avventori.
      I topi si riversavano in massa nelle fognature della città, utilizzandole come autostrade e sbucando affamati dai tombini del porto.
      I gatti, privati delle loro leccornie quotidiane, cominciavano ad adocchiare i topi.

      La prima ad Agire fu Artemisia, che senza la colla di pesce non poteva miscelare i colori per portare a termine gli importanti lavori appena commissionati alla bottega di suo padre. Era giovane e voleva farsi un nome, voleva dipingere anche lei, quei colori erano indispensabili. Aveva già provato a sostituire la colla di pesce con altri ingredienti, ma niente reggeva il confronto.
      In segreto, mentre suo padre era in viaggio per una commessa, concordò con alcuni servitori e un garzone di bottega di fare un’ispezione al porto di buon mattino. Mentre il gruppetto scrutava le acque dal molo, comparve un’ombra enorme grigio-bluastra nei flutti, lunga circa trenta metri, che descrisse un percorso a semicerchio e si allontanò velocemente. La creatura non assomigliava a nulla di conosciuto che si fosse mai visto a Civitavecchia. Dalle banchine vicine arrivarono molti pescatori, commercianti, armaioli, balenieri… la sorpresa era tanta, nessuno si capacitava. Cominciò a delinearsi cosa poteva essere successo: l’abbassamento generalizzato delle temperature degli ultimi mesi aveva spinto le balene dell’Atlantico a inoltrarsi verso acque più calde, un esemplare di balenottera azzurra doveva essere passato da Gibilterra ed era finito fino al Mar Mediterraneo, cibandosi di tutto ciò che trovava, non avendo a disposizione il krill, i crostacei a cui era abituato nelle sue acque natie.

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