Oltre quel monte il confineOltre il confine chissàOltre quel monte la casa di Hilde
(Francesco De Gregori)
I due camminarono per i sentieri impervi fino all’imbrunire. Una figura alta e imponente, sebbene leggermente curva come a contare gli anni della vita, e una minuscola ma orgogliosamente ritta sulle gambe.
Con loro pochi bagagli: uno zaino sulle spalle dell’uomo e una capra tenuta alla corda dal bambino.
«Finalmente abbiamo passato il confine, – il padre si risolse finalmente a parlare dopo ore di silenzio – il pericolo è passato e potremo riposarci un po’».
Il piccolo si lasciò cadere sull’erba ancora tiepida e la capra cominciò a brucare serena.
«Papà – chiese con gli occhi fissi sull’animale – perché ci stiamo portando dietro la capra?»
«Perché lei è come noi», rispose l’uomo. «Era persa per strada, da sola, ma ci è venuta incontro come se ci conoscesse. Anche noi stiamo bastando a noi stessi, come lei, e lei lo ha capito. Ci ha scelti e noi non lasciamo indietro nessuno».
«Ma cosa sono quelle pietre luccicanti che ti ha affidato Hilde? Perché sono venuti a cercarti? Abbiamo fatto qualcosa di sbagliato?» il bambino cominciò a parlare in tono sempre più concitato, gli occhi spalancati dalla curiosità e dal timore.
«Si chiamano diamanti e per certa gente sono molto preziosi. Per noi non sono nulla, sono solo merce di scambio che serviranno a comprare la libertà a molta gente e chi ha cercato di fermarci non erano uomini cattivi, erano inconsapevolmente convinti di fare il loro dovere».
«Ma quindi la libertà di può comprare?»
«Purtroppo a volte è l’unico sistema ma il punto di partenza è la scelta. Come la capra: ha scelto di liberarsi dal suo gregge come noi abbiamo scelto di liberarci dal nostro».
«E ora cosa accadrà?»
«Consegneremo i diamanti agli uomini della Resistenza, ma questa è un’altra storia che ti racconterò domani».
Lascia un commento