Quale amore vuoi? (“Coperta” d’albergo)

Quale amore vuoi?

            Un volo tra le stelle

Un tuffo nella fantasia

La sua pelle un po’ ribelle

Solo una sveltina e via

Quale amore vuoi?

            Un uragano di parole

                Un mare sotto il sole

                Un vecchio sogno coccolato

                Un fiore già sbocciato

Quale amore Vuoi?

                Un prato di periferia

                La sua bocca frenesia

                Un castello di bugie

                Una giostra di allegrie

Quale amore vuoi?

            La tua amante di domani

                Un nido caldo per il tuo uccello

                Il tocco magico delle sue mani

                Un ricordo violento e bello            

Quale amore vuoi?

            Una terra un po’ straniera

                Il suo scalpo per bandiera

                Un rimorso che ti renda migliore

                Uno sfogo al tuo lato peggiore

Quale amore vuoi?

                Dai, non avere esitazioni

                Sì, accetta ordinazioni

                Coraggio, non è un miraggio

                E’ lei la tua fata di passaggio

Autostop

Pareva una sera liberata

Diversa da altre mille

Lui ti aveva rinnegata

Tu eri pronta a far scintille

Piuttosto che rivedere lui

Avresti fatto un harakiri

Tutt’altro che infelice

Stanca dei suoi raggiri

Sei uscita di casa veloce

Con la tua faccia tosta

Hai costeggiato lo stradone

Sollevata la mano destra

                A caccia di un’occasione

                Il pollice da autostoppista

                Una Citroen s’è inchiodata

                Prima ancora di averla vista!

Posato sul sedile di destra

Un mazzo di rose rosse

Dal petto t’è balzato il cuore

“Che gentleman l’autista!”

                Hai aperto la portiera lesta

                Chinata un po’ la testa

                Il suo sorriso ed i suoi occhi

Subito ti  hanno raggiunto

AIUTO! Sei fregata

Ancora LUI?!?

                Siete allo stesso punto…

Una brutta poesia di Natale

UNA BRUTTA POESIA DI NATALE
di Benedetta Murachelli – dal libro “Tra fuorvianti brezze”

Che bello

che viene Natale
che spolvera tutti i giorni dell’anno
che è nascita di tanti bambini Gesù
che cresceranno sereni,
di molti altri bambini
che moriranno di fame,
con i chiodi della croce di Cristo
piantati in alveoli creati per bianchi dentini,
che noi tutti vorremmo essere più buoni
ma che sorpasseremo frettolosi
il solito o la solita clochard
accovacciata davanti alla porta del
supermercato
con la supplica negli occhi e nel bicchiere la
speranza,
che saltelleremo intorno ai finti abeti
addobbati,
che sazi ci addormenteremo davanti alla TV
sul solito caldo e accogliente divano
trascinando vittoriosi nei sogni i babau delle crisi.-
Domani,
sì, dal 26  dicembre tutto cambierà,
tutto cambierà come mai,
come mai.

Nottambula poetessa (1988)

Notte a cuore aritmico
Inquieto presente e contratto
Perché con la mia Musa
Hai stipulato un patto?

Notte a stomaco in subbuglio
Accarezzato con la mano sinistra
La smetti di tentarmi e
Rimedi alla tua svista?

Notte ad occhi rossi
Consumati umidi e socchiusi
Finirai per stancarmi
Con tutti i tuoi soprusi.

Notte a dita affaticate
Tenaci veloci e silenziose
Toglimi la penna dal foglio
Voglio essere petali di rose.

Notte a questa tua Folle Poetessa
Sfibrata e un po’ tremante
Dona ancora una breve tregua
Tra le braccia di un amante



I Gatti ed io

I GATTI ED IO
(Alle 4,15 del buio)
Elvira Breviglieri

Perché non tacete
gatti del cortile
nella notte pervasa
da quest’insonnia sottile?

Perché miagolate
gatti abbandonati
nelle lune vecchie
di sogni maltrattati?

Perché piangete
gatti testardi
nelle ore umide
di pendoli infingardi?

Perché vi disperate
gatti solitari
nella penosa libertà
di palpiti amari?

Perché v’azzuffate
gatti nemici
nel sentimento misto
di attimi felici?

Perché, perché non vi zittite
gatti in calore
nella carezza viva
di un probabile amore?

La Bayadère

La Bayadère – Benedetta Murachelli

E dopo il 10 arriva l’11
ed è un obbligo stamani Signore svolare lo spazio con
la tua serpeggiante S maiuscola, c’hai sbriciolato dentro
e sopra la testa scintille d’arte di musica di poesia di gesti,
di sfide alla tua smisurata onniscienza:
Generoso e (forse distratto) hai sciolto l’avarizia gocciolando
sfarzo e pietas sulla corteccia di cuori irriverenti.

Alba

Oh avere grandi teli
fatti di nuvole e stelle
tessuti di vento e fili di sole

stendermi fra cielo e terra

io stessa fatta preziosa seta
avvolgermi alle
misteriose intensità
dell’infinito