È un gelido lunedi mattina, mi siedo finalmente davanti a un caffe’.
Le bambine hanno pianto tutta la notte, ma ora si sono addormentate finalmente, la grande ha la febbre alta, la piccola sta mettendo i dentini.
Mi massaggio il collo per cercare di allontanare il mal di testa.
Dovrei iniziare a fare i mestieri ma sono così stanca…
Con la tazza del caffè in mano, scorro le notizie sul cellulare.
Settimana scorsa un’altra donna morta, uccisa dal marito.
C’era scritto che lei voleva separarsi, che era infelice, che lui non accettava che lei si fosse ribellata.
Che cose terribili santo cielo.
Fortunatamente a me, una cosa del genere non potra’ mai capitare.
Io ho tutto quello che qualsiasi donna potrebbe desiderare.
Una bella casa elegante, due bambine sane.
E un bravo marito che lavora, non ci fa mancare nulla, non esce la sera, non beve, non va a donne.
Non mi ha mai picchiata.
Non devo neanche lavorare.
Avevo un lavoro prima, mi piaceva tanto.. Era il lavoro che avevo sempre desiderato.
Ma mio marito me lo ha fatto lasciare, perché dice che i bambini crescono meglio con la mamma a casa.
Lui dice che quelle che lavorano, dei figli se ne sbattono.
Forse ha ragione, con me a casa le bambine cresceranno meglio.
Stamattina stavo così male, le bimbe piangevano, non avevo chiuso occhio tutta la notte… Gli ho chiesto di restare a casa, che non ce la facevo a reggermi.
Mi ha detto “non fare scene, sono io che devo portare a casa i soldi mentre tu stai a casa a far nulla”.
Forse ha ragione, lui col suo lavoro ci mantiene e non ci fa mancare niente.
Mio marito quando torna a casa vuole trovare tutto pulito, la cena pronta, le bimbe addormentate.
Io a tavola cerco di chiacchierare della giornata.. Lui non risponde, mangia e appena finito si alza e se ne va.
Gli ho detto che mi sarebbe piaciuto parlassimo un po’ di più.
Mi ha detto “e di cosa c’e’ da parlare? Di come spazzi per terra e pieghi i panni”?
Forse ha ragione, non ho chissà che da dire che possa interessarlo.
Forse è anche per questo che non mi tocca quasi più.
Un giorno mi son fatta coraggio e sono andata a letto con un completino di pizzo nero.
Mi ha presa per un braccio, tenendolo stretto, e mi ha portata davanti allo specchio.
Mi ha detto “guardati, con quei rotoli che hai dappertutto, sei ridicola con quei pizzi addosso”.
Forse ha ragione, mangio troppi dolci, non faccio ginnastica, poi da che sono nate le bambine, di tempo per me ne ho poco.
Da qualche mese mi succedono cose strane.
Mi sveglio la mattina e non riesco a respirare, sento il piombo nel petto, mi sembra di morire.
A volte durante la giornata le lacrime mi scendono e non capisco il perché.
L’ho raccontato a mio marito, perché so cosa mi stia succedendo.
Mi ha detto “che cavolo hai da piangere? Vai dal dottore e fatti dare qualche pastiglia”.
Forse ha ragione, domani chiamo il medico e mi faccio prescrivere qualche cosa per stare meglio.
L’altro giorno nella casella della posta ho trovato il giornalino di un’agenzia immobiliare.
Io davvero non lo so perché l’ho fatto, ma sono rimasta incollata agli annunci delle case in affitto.
C’era un piccolo appartamento carino e pieno di luce, ho pensato che io e le bambine ci staremmo state benissimo.
Mi sono sentita felice come una ragazzina, come non mi sentivo più da mille anni.
Nella mia casetta ci avrei potuto mettere i mobili dell’Ikea, i tappeti etnici colorati e le tende piene di fiori.
Tutte le cose che piacciono a me, ma che non si posso mettere in casa perché mio marito dice che è roba scadente da donnette sciatte.
Ho persino telefonato all’agenzia, la mano mi tremava, e ho messo giù appena hanno risposto.
Stasera, nel silenzio della cena, continuavo a pensare a quella casetta.
E non so davvero perché ma dalla bocca, senza neanche rendermene conto mi è uscito “e se me ne andassi, tu che faresti”?
Ha alzato gli occhi dal piatto, e mi ha detto “ma dove vuoi andare tu da sola, che non sai stare in piedi senza che io ti tenga su”.
L’ho fissato… “E se ce la facessi?”.
Ha avvicinato il viso al mio e mi ha sibilato “provaci e io ti ammazzo”.. Poi si è alzato ed e’ andato sul divano.
Senza respirare, mi sono messa a lavare i piatti.
Ho pulito la cucina.
In corridoio mi ha raggiunta, mi ha dato una pacca sul sedere, ridendo sguaiato.
“Fila a letto che stasera ti tocca”.
Ho ripreso a respirare.
Forse ha ragione, faccio troppe scene per nulla, quella cosa l’ha detta solo per scherzare.
Il mattino dopo, mentre facevo i mestieri con la televisione accesa, al telegiornale, un’altra notizia di una donna uccisa.
Voleva separarsi, era infelice, lui non accettava che lei si fosse ribellata.
Spengo l’aspirapolvere, vado in anticamera, prendo dalla mia borsa il giornalino dell’immobiliare.
Piano piano, lo faccio in mille pezzi minuscoli e li guardo mentre scivolano nella pattumiera come coriandoli.
Riaccendo l’aspirapolvere.
Continuano a parlare della donna morta, uccisa dal marito.
Che notizia terribile.
Fortunatamente io ho tutto quello che una donna puo’ desiderare.
Una bella casa elegante, due bimbe sane.
Un bravo marito che lavora, non ci fa mancare nulla, non esce la sera, non beve, non va a donne.
Non mi ha mai neanche picchiata.
Quindi a me questa cosa non potrà mai capitare.