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Pensiero “Perverso”

Ritagliati un minimo di autonomia!

Accerchiata da famigliari e parenti esigenti
l’istinto ti illumina; suggerisce: Vai via!
Appiattita alla parete dell’ingresso
con le scarpe e il batticuore in mano
prontissima a sgattaiolare lontano
Ma il parquet scricchiola, il respiro manca,
il cane della vicina abbaia proprio davanti
all’uscio di casa e il coniuge domanda
“Faresti un caffé, per favore, amore?”
Pazienza. Come sempre. Lo sai già,
sistemerai un’altra volta “l’altrui priorità”.
Avevi lasciato un cioccolatino stamane,
visibile, proprio sopra al suo “comodino”
stanca di pretese, doveri e della tua bontà
Alla pari di un arrendevole ostaggio
ora abbandoni all’ingresso il coraggio
Scapperai? Chissà. Forse. A maggio.
Il mondo ti dovrà pur saper aspettare,
donarti una svolta in un futuro diverso!

Cullati a lungo questo pensiero “perverso”…













Amanesh (Piccola stella) Piccolo Angelo color cioccolato

Ti ho adottata a distanza. Scelta in meno di due secondi davanti ad una fotografia; il tuo sguardo, così simile al mio, mi aveva calamitata inesorabilmente. Era il 24 gennaio 2015, il giorno del mio compleanno.

Il Centro Aiuti per l’Etiopia mi forniva queste informazioni: da anni attendevi l’adozione; eri nata il 1° gennaio 2006 (data non certa); la tua mamma in Cielo si chiamava Dakité; vivevi con il papà in una capanna fatta di fango; andavi al Centro Bukama St. Francis e frequentavi la prima classe.

Con il naso sopra la cartina geografica dell’Atlante del mondo, insieme ai miei nipotini, cercavo di trovare Wolayta, il poverissimo Paese dove vivevi, situato a 360 chilometri a sud di Addis Abeba,vicino al fiume Omo. Sapevo che l’Etiopia era stata colpita più volte dalla carestia e troppi bambini stavano soffrendo (e morendo) di fame. Le richieste di adozione erano tantissime e mi giungevano da più parti. Non potevo fingere indifferenza. Sono stata felice di poter contribuire alla tua crescita, per migliorare la tua esistenza, e offrirti un’infanzia più dignitosa e buona; purtroppo di persona non potevo donarti neppure un abbraccio o un sorriso. Negli anni a seguire, dopo l’arrivo del Capodanno, ricevevo regolarmente notizie dal Centro di Accoglienza, accompagnate da una tua fotografia dalla quale evincere la tua serena crescita. Nel 2018 nulla. Sebbene fossi piuttosto preoccupata, prima di ottenere informazioni ho dovuto lasciar trascorrere altri due interminabili mesi, durante i quali non ho mai smesso di sperare, con tutto il mio cuore, che si fosse trattato soltanto di un banale ritardo o di un disguido postale. Invece…

“Carissimi tutti del Centro Aiuti per l’Etiopia e alla c.a. della Sig.ra Maura, non mi è facile accettare il contenuto della Vs. email; per questo motivo ho lasciato trascorrere del tempo prima di risponderVi. Tutti noi in famiglia (amici compresi) abbiamo voluto, e dovuto, elaborare, se così posso dire, la “perdita” di una piccola stella color cioccolato di nome Amanesh, da noi molto amata. Mio nipote la considerava la sua “seconda sorellina”; mia nipotina, invece, ci chiede di pregare per lei dovunque si trovi ora, e ci consiglia di decidere “presto prestissimo” per la nuova adozione. Lei gradirebbe ci venisse assegnato un “maschietto”. Per quanto mi riguarda fatico a ricacciare le lacrime. Mi tormenta il pensiero che neppure al Vs. ultimo appello la bambina sia stata presente. Mi rammarico un pò al pensiero che il mio “Diario per Amanesh” si sia interrotto (spezzato) proprio alla vigilia del giorno “dell’inondazione delle mimose”. Tengo viva la speranza. Vi chiedo: “Qualora la bambina si rifacesse miracolosamente viva e dovesse rivolgersi al Vs. stesso Centro per un aiuto, sarebbe ancora possibile venisse assegnata in adozione alla nostra famiglia?” Questo, naturalmente, a prescindere dal fatto che siamo felici della proposta di sostituzione con altro bimbo/bimba bisognoso di aiuto, del quale vorrete darci notizia. Grazie per quanto fate. Molti cari saluti. Elvira.

P.S. Non smetteremo di nutrire affetto per Amanesh, “Piccolo Angelo color cioccolato.””

(NB. Mentre scrivo, dal Giornale Radio arriva la notizia che ieri un aereo della Ethiopian Air Lines é precipitato facendo una strage di volontari Italiani. Su quell’aereo viaggiava la speranza di chi vuol fare diventare migliore il mondo: un esercito della bontà che offre esempi di coraggio e di umanità. Persone meravigliose.)


Carnevale con citazioni

Prima di astenersi dal cibo, digiunando dalla carne per l’arrivo della Quaresima, é pressoché tassativo allestire un banchetto, darsi ai bagordi, alla pazza gioia, fare festa e mascherarsi di Menzogna, Mistero, Finzione e Fantasia. Il Carnevale é un copione divertente, che si ripete ogni anno, per dissimulare sentimenti, pensieri, propositi; camuffarsi travestendosi serve per mostrare un lato oscuro di noi, di solito tenuto nascosto.

La maschera (o finto volto) assume un’importanza simbolica molto incisiva: rappresenta anche uscire dal quotidiano, e disfarsi del proprio ruolo sociale, tramite una vita parallela. Con un’altra personalità possiamo esprimere liberamente paure, desideri, gioie, dolori.

Peter Hoeg – lo scrittore de Il senso di Smilla per la neve – (che apprezzo moltissimo) sostiene che: “Nessuno conosce la parte che gli appartiene, solo quella che deve recitare ogni giorno, tutto l’anno. Ognuno, dunque, sente il mondo e le persone non per come sono, ma come il risultato di un montaggio”. Oscar Wilde sentenzia che: “Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”.

Mauro Covacic – scrittore triestino (vivente), de “Di chi é questo cuore” – é convinto che tutti abbiamo una piccola crepa nella maschera con cui ci presentiamo al mondo”. Quella crepa é la nostra parte più autentica in quanto porta con sè un dolore.
Personalmente, mi ritrovo a considerare che le parole – molto spesso – sono simili a “tutti i suoni e i colori di un allegro Carnevale”: innocenti, originali, vivaci, musicali, gioiose, scherzose.

Mimose 2019

Con il tempo
Con il tempo imparerò
a tenere sigillate le orecchie del cuore
e a non più ascoltare il dolore,
voce di donna che mi assorda:
dall’interno di un ascensore
dalle scale mobili della metropolitana
dalla toilette di una discoteca
dal sedile di un’auto nel bosco
dal salotto buono di casa
dalle pagine di un giornale
dallo speaker del telegiornale
locale, regionale, nazionale.
Con il tempo imparerò
Con il tempo


Anche se avessi il tempo
oggi poco mi importa
le lacrime non le trattengo
il mio essere più non sopporta
sapere di un’altra violenza
e mi sgorga una preghiera spontanea
per te giovane incolpevole ragazza,
per quelle venute prima di te,
per noi tutte, da sempre e per sempre.


Anche se avessi del tempo
mi domando dove potrei cercare,
in quale luogo inesistente
potrei incontrare un Buon Dio
che mi sappia spiegare
perché ci dobbiamo piegare
al volere di un feroce animale
che non è fatto a nostra immagine
tanto meno a Sua somiglianza.
Sebbene lo abbiamo sbocciato alla vita
con tenerezza e con gioia infinita,
troppo volte “ne abbiamo abbastanza”
e anche oggi non mantengo la distanza
VOGLIO urlare la mia ripugnanza.


NON C’E’ PIU’ TEMPO…
è in arrivo un’altra ambulanza


Quale amore vuoi? (“Coperta” d’albergo)

Quale amore vuoi?

            Un volo tra le stelle

Un tuffo nella fantasia

La sua pelle un po’ ribelle

Solo una sveltina e via

Quale amore vuoi?

            Un uragano di parole

                Un mare sotto il sole

                Un vecchio sogno coccolato

                Un fiore già sbocciato

Quale amore Vuoi?

                Un prato di periferia

                La sua bocca frenesia

                Un castello di bugie

                Una giostra di allegrie

Quale amore vuoi?

            La tua amante di domani

                Un nido caldo per il tuo uccello

                Il tocco magico delle sue mani

                Un ricordo violento e bello            

Quale amore vuoi?

            Una terra un po’ straniera

                Il suo scalpo per bandiera

                Un rimorso che ti renda migliore

                Uno sfogo al tuo lato peggiore

Quale amore vuoi?

                Dai, non avere esitazioni

                Sì, accetta ordinazioni

                Coraggio, non è un miraggio

                E’ lei la tua fata di passaggio

Autostop

Pareva una sera liberata

Diversa da altre mille

Lui ti aveva rinnegata

Tu eri pronta a far scintille

Piuttosto che rivedere lui

Avresti fatto un harakiri

Tutt’altro che infelice

Stanca dei suoi raggiri

Sei uscita di casa veloce

Con la tua faccia tosta

Hai costeggiato lo stradone

Sollevata la mano destra

                A caccia di un’occasione

                Il pollice da autostoppista

                Una Citroen s’è inchiodata

                Prima ancora di averla vista!

Posato sul sedile di destra

Un mazzo di rose rosse

Dal petto t’è balzato il cuore

“Che gentleman l’autista!”

                Hai aperto la portiera lesta

                Chinata un po’ la testa

                Il suo sorriso ed i suoi occhi

Subito ti  hanno raggiunto

AIUTO! Sei fregata

Ancora LUI?!?

                Siete allo stesso punto…

Nottambula poetessa (1988)

Notte a cuore aritmico
Inquieto presente e contratto
Perché con la mia Musa
Hai stipulato un patto?

Notte a stomaco in subbuglio
Accarezzato con la mano sinistra
La smetti di tentarmi e
Rimedi alla tua svista?

Notte ad occhi rossi
Consumati umidi e socchiusi
Finirai per stancarmi
Con tutti i tuoi soprusi.

Notte a dita affaticate
Tenaci veloci e silenziose
Toglimi la penna dal foglio
Voglio essere petali di rose.

Notte a questa tua Folle Poetessa
Sfibrata e un po’ tremante
Dona ancora una breve tregua
Tra le braccia di un amante



I Gatti ed io

I GATTI ED IO
(Alle 4,15 del buio)
Elvira Breviglieri

Perché non tacete
gatti del cortile
nella notte pervasa
da quest’insonnia sottile?

Perché miagolate
gatti abbandonati
nelle lune vecchie
di sogni maltrattati?

Perché piangete
gatti testardi
nelle ore umide
di pendoli infingardi?

Perché vi disperate
gatti solitari
nella penosa libertà
di palpiti amari?

Perché v’azzuffate
gatti nemici
nel sentimento misto
di attimi felici?

Perché, perché non vi zittite
gatti in calore
nella carezza viva
di un probabile amore?