All’una di notte è dura svegliarsi
montare in sella e pedalare,
quando c’è freddo o la pioggia è gelata
è ancora più dura,
sulla neve può capitare di scivolare,
ma io mi rialzo in fretta:
il forno caldo mi aspetta,
il pane deve essere pronto per alba,
il suo profumo risveglia la città
e la crosticina croccante
appena increspata di farina
mi ricorda la sabbia dorata
soffiata dal vento sulle dune del deserto.
Io non ho paura della notte.
Ne ho passate tante a gettar reti
dai pescherecci, bambino accanto a mio padre.
Cullato e strapazzato, odiato e amato,
io e il mare siamo fratelli, di lui mi sono fidato.
arrivai con la nave dei migranti,
il viaggio di sola andata durò cinque giorni.
Il mio pane che sa di mare
ha il sapore buono della speranza.
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