Lady canta il Blues in un locale,
alta sui tacchi argento
le risplende un fermaglio
come spicchio di Luna
tra i capelli rame.
Senza contratto s’intende
la città non può permettersi l’arte.
Di giorno si trasforma,
indossa un casco
che non fa respirare
l’afa la schiaccia tra cielo e rotaie
cavalcando un motociclo
acciaccato
consegna cibo speziato
e una bibita in omaggio.
Poche spiccioli si sa,
il lavoro precario, ma
è quanto basta per mangiare.
Lady è schiava solo del suo canto.
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