“Nonna, hai già comprato la nuova statuina per il presepe?” Senza concedermi l’attimo di un abbraccio, mia nipote è già dentro casa. Subito allunga il collo dirigendo lo sguardo sul ripiano della consolle all’ingresso. “Sì amore. L’ho scelta insieme al nonno alla Leroy Merlin.”
“Potevi dirmelo prima, che te la sceglievo io.” Suona come un rimprovero. La osservo con stupore. Vero è che sono invecchiata, un po’ smemorata, ma ricordo bene che lo scorso anno le avevo manifestato la sola intenzione di donarle – un giorno, quando sarei stata più anziana di così – l’intero presepe.
“Tesoro, mi spiace saperlo ora che ci tenevi a sceglierla tu.” Fa spallucce e, con mosse felpate, avanza verso la cucina. “Da quanti anni compri statuine?” intanto sbircia mensole, ripiani e vetrinette.
“Quattro o cinque volte la tua età.” “Sono tantissimi nonna!”
Non ha ancora individuato l’oggetto della sua curiosità; sbuffa fingendo disinteresse. Mi strappa una sommessa risatina.
“Dove l’hai nascosta? Dai, fammela vedere!” alza il tono di voce. “ Te la mostrerò. Tu prova a indovinare di quale personaggio di tratta.”
Ostenta un’espressione annoiata. “Tanto io la indovino con una” bisbiglia sottovoce.
Concordo sul fatto che ho a che fare con una creatura davvero intelligente, che possiede grande prontezza di intuito, però esagera un pochino con la supponenza. Sorridendo penso mi assomigli.
“Va bene nonna, ma tu devi dire “acqua-acqua o fuochino-fuochino”, ok?” “D’accordo.”
Ci accomodiamo a tavola. Mi fa cenno di non disturbarla: socchiude gli occhi e tenendo la testa tra le mani, pensa fitto. Perfino quanto è concentrata è adorabile e simpatica.
“E’ un falegname o un pastore con le pecore.” “Acqua-acqua.”
“Ma è maschio o femmina?” “Maschio.”
Smette di concentrarsi, si alza in piedi corrucciata per ammonirmi: “Non vale non vale. Nonna, me lo dovevi dire prima. Adesso devo ricominciare a PENSAREEE.”
“E’ un ragazzo che suona un flauto.” “Acqua-acqua.”
“Ma è troppo difficile! Hai già una statuina quasi uguale?” “Sì, tesoro.”
“E’ un contadino che spinge una carriola?” ottima memoria. “Acqua-acqua.”
“Un pastorello che saluta alzando il capello verso il cielo?” Acuta osservatrice mia nipote. Pensare che, per dirla con parole sue, allestisco sempre un presepe con “50mila statuine tutte appiccicate”, quindi difficilmente distinguibili.
“Ancora acqua.”
“Cosa sta facendo l’uomo?” “Nella mano sinistra tiene un lembo della sua rete da pesca, sembra stia trascinandola e, sulla spalla destra, porta un cesto… “Ho capito! Ho capito è un pescatore!! Ho indovinato subito” saltella di gioia. “Bravissima, e quanti pesci ha pescato?”
“Tutti, come nella canzone di Francesco Gabbani. Tutti in rete, tutti in rete…” mi canzona con un sorriso schietto, felice per avermi colta di sorpresa. La sua gioia di vivere e cantare mi commuove sempre. La avvolgo in un abbraccio e mi resta nel cuore un sapore soave di beatitudine: la felicità può veramente annidarsi in tutto ciò che facciamo.
Dalla mia allegra nipotina ecco arrivare la domanda che mi aspettavo: “Nonna, dimmi la vera verità. Il nuovo personaggio l’hai scelto tu o il nonno?” “Naturalmente io, come ogni anno.”
Ondeggia il capo, ammicca maliziosa e ripete: “Lo sapevo. Lo sapevo. Lo sapevo.” Punta il pollice della mano destra sulla punta del suo bel nasino e agitando le dita mi omaggia, scherzosamente, di un divertito “marameo, a me non me la fai.”